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Fano dei Cesari

La Rocca Malatestiana

LA STORIA DELLA CITTA'


A causa della posizione nei collegamenti tra nord e sud italia, Fano venne distrutta dai Goti nel 538 e ricostruita dall’esercito bizantino di Belisario e Narsete. Successivamente fece parte della Pentapoli Marittima assieme ad Ancona, Pesaro, Senigallia e Rimini. Sottomessa dai Longobardi di Pipino nel 755, passò tramite lui alla Chiesa. Nel dodicesimo secolo come libero Comune, riconobbe la supremazia di Venezia in cambio della protezione della Repubblica per i suoi commerci nell'Adriatico. Nel secolo successivo fu per un breve periodo sotto il dominio estense dopo di che fu dilaniata dalla lotta intestina tra due famiglie: i del Cassero e i da Carignano. Alla fine del XII secolo la città passò sotto il dominio dei Malatesta di Rimini, fu Signoria dei Malatesta fino al 1463 quando il duca di Montefeltro la riconquistò per la Chiesa. Sotto Napoleone entrò a far parte del regno italico e con il Congresso di Vienna del 1815 tornò nuovamente allo Stato della Chiesa. Nel settembre del 1860 grazie alle forze del generale Cialdini entra a far parte del Regno d'Italia.

LA ROCCA MALATESTIANA

Ai Malatesti Fano deve anche l’ampliamento della cinta muraria, il ripristino di porte e bastioni e la costruzione dell’imponente Rocca Malatestiana che pur subendo adattamenti e modificazioni, mantenne nel suo complesso la fisionomia originaria di ampio rettangolo fortificato, delimitato da cortine scarpate con robusti torrioni angolari e con il Mastio costruito con la collaborazione dell’architetto Matteo Nuti che ricostruì, dopo la fine della dominazione malatestiana, anche Porta Maggiore con l’adiacente Bastione (che porta il suo nome). Lo spazio di questa opera difensiva fu dal 1933 usato come giardino pubblico (i giardini Roma).



Rocca Malatestiana

LE TOMBE DEI MALATESTA


Le tombe furono trasferite dall’interno della ex Chiesa di S. Francesco, ora rudere monumentale privo di copertura, nel sottoportico e li ricomposte nel 1659. Così come appare oggi, il portico è però il risultato di una ricostruzione neogotica, portata a termine nel 1850 dall’ingegner Filippo Bandini. La Tomba di Paola Bianca Malatesti che fu la prima moglie di Pandolfo III è ornata da statuette, mensole, archetti pensili e colonnette tortili a coronamento della immagine della defunta, giacente sul coperchio dell’elaboratissimo sarcofago. Si tratta di un autentico capolavoro della scultura tardogotica d’importazione veneziana, del Maestro Filippo di Domenico. Più modesta la Tomba di Bonetto da Castelfranco, voluta da Sigismondo Malatesti per ospitare le spoglie del suo fedelissimo medico. Sul lato opposto del portale domina la rinascimentale Tomba di Pandolfo III Malatesti voluta dal figlio Sigismondo che affidò con ogni probabilità il disegno a Leon Battista Alberti. Nel corso dei recenti restauri a cui è stato sottoposto l’intero complesso monumentale inaspettatamente ritrovato il corpo mummificato di Pandolfo III.


Le Tombe dei Malatesti

CORTE MALATESTIANA


Cornice ideale per spettacoli musicali e teatrali, è dal 1954 che la Corte Malatestiana è sede durante l’estate di rappresentazioni liriche e di prosa, di concerti e ballett, opere classiche e moderne sulla base di cartelloni ricchi e variati. Dal punto di vista architettonico, malatestiana è solo la parte di sinistra, con l’ampio portico dalle snelle colonne in pietra (i capitelli hanno la caratteristica rosa malatestiana a quattro petali) e le quattro bellissime bifore archiacute in cotto.



Corte Malatestiana
 
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